How Insurance Works

Intervista a Philipp Bagus (sottotitolata)


-Grazie Mr. Bagus per aver accettato la nostra intervista. Lei ha scritto molto sulle dinamiche redistributive dell’Europa. Nella sua opinione quali saranno i prossimi sviluppi? – Il cuore è a Banca Centrale. La BCE può essere immaginata come la stampante di alcuni governi, e l’incentivo è stampare il più veloce possibile per ottenere benefici. Le cose vanno così: se tu spendi più del gettito fiscale stampi titoli di Stato, che le banche compreranno perchè sanno che la BCE li accetta come garanzia. In cambio ricevono nuovi prestiti dalla BCE e nuove risorse, potendo così aumentare l’offerta di moneta. I prezzi quindi aumentano, in tutta Europa, non solo nelle nazioni in deficit. Questo, quindi, è l’effetto redistributivo: e ho un deficit l’offerta di moneta aumenta e segue l’aumento dei prezzi in tutta Europa. Quindi la gente paga …. – Quali sono i suoi consigli per i giovani studenti di economia frustrati dall’eccessiva formalizzazione matematica dell’insegnamento economico all’università? Pensa ci sia spazio per un altro tipo di economia? O che sia utile studiare economia in questo modo? – No, è totalmente inutile per capire l’economia reale, ma utile per avere un lavoro ed ottenere la laurea. Quindi se ti vuoi motivare pensa che così otterrai un titolo. Conosci il sudoku? Il sudoku sarà più facile da risolvere, consiste in problemi matematici, e dà una certa soddisfazione risolverli. Questo non si può applicare al mondo reale. Se vuoi capire il mondo real dovrai studiare parallelamente l’economia austriaca. -Qual è la sua opinione sui moviemnti separatisti in Europa, in Spagna e altri paesi? -Beh, penso che piccolo è meglio!E’ sempre una questione di concorrenza, ma tra governi. Si può votare con i piedi. Se le tasse sono troppo alte sulle persone e sulle impresa, la gente può più facilmente lasciare il proprio paese. Ciò che vogliono fare adesso, ad esempio, è eliminare completamente la concorrenza fiscale nell’Unione Europea. L’obiettivo è avere un unico ministro delle finanze che in qualche modo armonizzi le tasse ed escluda la concorrenza fiscale per aumentare la pressione fiscale. L’opposto di questa tendenza è la decentralizzazione, unioni più piccole. Quindi sono sempre a favore di queste unioni più piccole, anche se le loro motivazioni sono abbastanza socialiste. -Pensa che queste possano vivere all’interno dell’UE oppure no? – Loro lo vogliono. La Catalogna vuole rimanere all’interno dell’Unione Europea. D’altra parte il governo spagnolo dice: se tu lasci la Spagna lasci anche l’UE, e se vuoi rientrare nell’UE voteremo per il NO. Quindi non so… La Scozia è interessante. Lo stesso governo britannico ha dichiarato pubblicamente che non avrebbe problemi se la Scozia diventasse indipendente e rimanesse parte dell’UE. Ma,di nuovo, la Spagna potrebbe votare NO per non creare un precedente per la Catalogna. Comunque sono favorevole ad questo tipo di moviemnti secessionisti. -Non so se lei è al corrente dei risultati delle recenti elezioni politiche italiane. Abbiamo un sostanziale pareggio tra destra e sinistra e un grosso risultato per un nuovo movimento guidato da un ex-comico, Beppe Grillo. L’Italia sembra quindi essereil laboratorio europoeo della nuova ondata di populismo demagogico e democratico. Ha qualche osservazione a riguardo che vuole condividere con noi? – Questo mostra perchè probabilmente l’austerità non crescerà. Ci sono alcuni esponenti dell’economia austriaca, come Huerta de Soto, che pensano che l’euro terrà perchè obbligherà i governi europei a fare le riforme necessarie, cioè ridurre le tasse, tagliare la spesa pubblica, liberalizzare i mercati. Tuttavia io penso che nelle nostre democrazie la popolazione sia molto socialista e questo non funzioni, perchè questi governi fanno queste cose, poi vanno al voto e il risultato elettorale mostra che la gente non vuole continuare queste riforme, che sarebbero necessarie per mantenere il sistema dell’euro e l’economia degli stati. Queste riforme non possono essere fatte in democrazie. -L’ultima domanda: nel futuro ci sarà uno spazio per l’economia austriaca nelle università? O meglio: pensa che la recente crisi economica e i suoi sviluppi possano preparare la strada ad una “rinascita austriaca”? -C’è già una certa “rinascita austriaca”!Se penso a 10 anni fa, in Europa non c’era nessuna associazione dedicata a Mises (…) Comunque c’è sempre un forte ruolo dello Stato, e controllo sull’educazione pubblica, quindi c’è una grossa resistenza verso queste idee, soprattuto da parte di molti economisti. Gli economisti oggi sono più che altro esperti della regolazione statale. Se tu segui le idee austriache pensi che non ci sia bisogno di regolazione statale. Grazie mille a nome di Ora Libera(le) e il Mises Italia per questa intervista.


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